Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica d’Italia (pardon, italiana)
Parleremo a lungo del curriculum vitae di Napolitano, della sua carriera politica a Botteghe Oscure, della sua militanza nella corrente migliorista del PCI. E’ inevitabile, è l’undicesimo presidente della Repubblica, mica bruscolini! Attorno a lui c’è un velo di mistero, che crea una situazione intricata e affascinante. Una sottile aura paradossale rende la figura istituzionale del neoeletto “nuova”, pur essendo “vecchia”. Politicamente parlando s’intende, perché l’anagrafe, lo abbiamo appurato, nel Bel Paese conta davvero poco.
D’altronde è difficile interpretare Napolitano : chi è? Cosa ha fatto? Per cosa si è distinto? Da quali meriti storici scaturisce la sua nomina a senatore a vita? Insomma, di perplessità e di domande ne abbiamo tutti in abbondanza. Quanto a risposte invece siamo carenti. I detrattori ci dicono che è un funzionario di bottega, un uomo che rivendica come merito storico la condanna degli avvenimenti ungheresi a trent’anni di distanza. I suoi sostenitori, invece, ricordano il compagno “amendoliano”, quello disposto al dialogo coi socialisti che incarnava i valori della destra del partito, l’unico che “aveva avuto ragione prima”. Gli anacronismi non sfuggono nemmeno al lettore più scialbo e distratto.
Il punto è proprio questo. Sinceramente sembrano avere ragione ambo le parti : di Napolitano sappiamo poco perché non si è mai scoperto nettamente. E’ un uomo per bene, su questo non v’è dubbio, schivo, che è sempre stato fedele alla Casa/Chiesa cui inoppugnabilmente apparteneva. Non si è distinto né quando è stato presidente della Camera, durante il ciclone giudiziario che investì e travolse
«Eleveremo la maggioranza necessaria per l’elezione del Presidente della Repubblica, garante imparziale della Costituzione e rappresentante dell’unità nazionale, e la maggioranza necessaria per l’elezione dei presidenti delle Camere, in modo da tornare alla convenzione che prevedeva una larga intesa sulla designazione dei presidenti, tutelandone il ruolo di garanti imparziali».





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