...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!

Samizdàt

giovedì, maggio 11, 2006

Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica d’Italia (pardon, italiana)

Parleremo a lungo del curriculum vitae di Napolitano, della sua carriera politica a Botteghe Oscure, della sua militanza nella corrente migliorista del PCI. E’ inevitabile, è l’undicesimo presidente della Repubblica, mica bruscolini! Attorno a lui c’è un velo di mistero, che crea una situazione intricata e affascinante. Una sottile aura paradossale rende la figura istituzionale del neoeletto “nuova”, pur essendo “vecchia”. Politicamente parlando s’intende, perché l’anagrafe, lo abbiamo appurato, nel Bel Paese conta davvero poco.

D’altronde è difficile interpretare Napolitano : chi è? Cosa ha fatto? Per cosa si è distinto? Da quali meriti storici scaturisce la sua nomina a senatore a vita? Insomma, di perplessità e di domande ne abbiamo tutti in abbondanza. Quanto a risposte invece siamo carenti. I detrattori ci dicono che è un funzionario di bottega, un uomo che rivendica come merito storico la condanna degli avvenimenti ungheresi a trent’anni di distanza. I suoi sostenitori, invece, ricordano il compagno “amendoliano”, quello disposto al dialogo coi socialisti che incarnava i valori della destra del partito, l’unico che “aveva avuto ragione prima”. Gli anacronismi non sfuggono nemmeno al lettore più scialbo e distratto.

Il punto è proprio questo. Sinceramente sembrano avere ragione ambo le parti : di Napolitano sappiamo poco perché non si è mai scoperto nettamente. E’ un uomo per bene, su questo non v’è dubbio, schivo, che è sempre stato fedele alla Casa/Chiesa cui inoppugnabilmente apparteneva. Non si è distinto né quando è stato presidente della Camera, durante il ciclone giudiziario che investì e travolse la Prima Repubblica, né come ministro dell’Interno. Piace, inspiegabilmente, alla sinistra giacobina italiana, che lo acclama oggi dopo aver invocato nel quinquennio berlusconiano l’avvento di un nuovo Berlinguer zapateriano. Mah, misteri della fede rossa e ortodossa! Il successore di Ciampi ha senso delle istituzioni, questo sì, ma è dotato anche della preziosa virtù della riconoscenza, qualità umanamente apprezzabile, non c’è che dire, ma politicamente irrilevante : sinceramente preferisco un Presidente indipendente ad uno col cappello in mano. Odio però le dietrologie, le cartomanzie e le palle di vetro. Un eletto si giudica quotidianamente dal suo operato : non so, pertanto, se avrà torto il partito anti-Napolitano (scettico a prescindere) o quello di Casini (che ha ribadito, invece, la propria fiducia sulla terzietà del nuovo inquilino del Colle). Quello che so è semplice : viviamo in un Paese meraviglioso, dove spensieratamente il Governo, ancor prima di entrare in carica, sbugiarda il suo programma elettorale. Basta prendere l’opuscolo omerico “Per il bene del Paese” e consultare pagina 13 :

«Eleveremo la maggioranza necessaria per l’elezione del Presidente della Repubblica, garante imparziale della Costituzione e rappresentante dell’unità nazionale, e la maggioranza necessaria per l’elezione dei presidenti delle Camere, in modo da tornare alla convenzione che prevedeva una larga intesa sulla designazione dei presidenti, tutelandone il ruolo di garanti imparziali».

Proprio quello che hanno fatto. Manuale cencelli alla mano, complimenti.