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Samizdàt

venerdì, aprile 21, 2006

Eutanasia politica

Rispetto alle questioni etiche i rosapugnanti hanno, da sempre, una posizione perversamente limpida. Sulle colonne di questo blog si è ampiamente discusso dell’eutanasia olandese e delle implicazioni sociali che essa comporta. In materia, ad esempio, i radicali sostengono un principio cardine : “se una vita non è degna di essere vissuta, perché prolungare l’agonia?”. Bene, mettiamo da parte il suddetto postulato.

Nell’ultima campagna elettorale Marco Pannella ha presentato la lista laica, liberale, radicale, socialista (e chi più ne ha, più ne metta) come “l’unica novità” del panorama politico italiano. Un soggetto che vedeva la luce proprio prima delle politiche del 9 Aprile meritava sicuramente grande attenzione : e così è stato. La neonata lista ha goduto dell'appoggio dei circoli radical-chic, tanto da far propria l'agenda Giavazzi, il documento di presentazione dei rosapugnanti, la carta costituzionale del nuovo soggetto, la pietra miliare che caratterizzava (e caratterizza) lo spirito e la presenza liberale dei seguaci di Pannella all’interno della coalizione di centro-sinistra.

Partendo da queste premesse ci si attendeva, come minimo, un risultato superiore al 3,5%. Qualcuno, tra i più ottimisti, azzardava in privato un'ipotesi : grazie ai fuoriusciti dei Ds, “il cartello elettorale” (dalla celebre definizione di Massimo D’Alema) avrebbe dovuto nettamente superare quota 4,5%. Invece la realtà è spesso beffarda. Talvolta il destino sa essere impietoso nei confronti di chi combatte una battaglia, giusta o sbagliata che sia, e i risultati della tornata elettorale hanno clamorosamente sbugiardato le lusinghiere sirene, consegnando alla Bonino dati inferiori alle aspettative. La delusione nei circoli era palpabile : non solo il nuovo soggetto non ha sfondato, ma complessivamente ha perso quel potere di ricatto sulla coalizione che i leaders supponevano e auspicavano di avere. Chi semina vento raccoglie tempesta. Se volessimo usare una metafora, potremmo tranquillamente sostenere che, oggi, il destino politico dei rosapugnanti non si basa su fondamenta consistenti e, pertanto, la qualità di vita della lista Sdi/Radicali è drammaticamente segnata : non è degna di essere vissuta.

Perché in questo caso i vari Capezzone non chiedono la soppressione del soggetto?